Abstract
La Qualità di Vita (QdV) costituisce oggi un riferimento centrale nella definizione delle politiche e dei interventi rivolti alle persone con disabilità, in particolare in relazione all’adozione del progetto di vita come strumento normativo e operativo. Il presente lavoro propone una lettura critica del Decreto Legislativo 62/2024, alla luce del modello teorico di Schalock e Verdugo, che articola la QdV in otto domini fondamentali: benessere fisico, benessere emozionale, benessere materiale, autodeterminazione, sviluppo personale, inclusione sociale, diritti e relazioni interpersonali. L’obiettivo è valutare in che misura la normativa italiana rispecchi, valorizzi o trascuri tali dimensioni, in un’ottica educativa e professionale orientata alla piena inclusione e partecipazione della persona con disabilità.
Lo studio adotta una metodologia di analisi qualitativa, basata sulla lettura sistematica del testo normativo e sul confronto con i costrutti teorici di riferimento. Il percorso si è sviluppato in modo partecipato da un gruppo di lavoro composto da educatori professionali, che ha messo a tema, in modo riflessivo e condiviso, il rapporto tra i determinanti della QdV e i contenuti degli articoli di legge, fino a costruire un impianto di analisi per domini.
I risultati evidenziano una forte valorizzazione dei domini dell’autodeterminazione, dei diritti e del benessere materiale, che trovano esplicita formulazione normativa e strumenti concreti di attuazione (come il progetto di vita, il budget integrato, il principio di portabilità, l’accomodamento ragionevole). Anche i domini del benessere fisico, dell’inclusione sociale e dello sviluppo personale risultano coerentemente integrati nel disegno legislativo, seppur con alcune disomogeneità attuative. Meno definita risulta la presenza del benessere emozionale, che compare solo in forma indiretta, affidato alla sensibilità dei contesti attuatori più che a prescrizioni chiare e misurabili. Una lacuna significativa è invece rappresentata dall’assenza del dominio delle relazioni interpersonali, non riconosciuto né come area di valutazione, né come ambito di progettazione. Tale mancanza appare problematica, in quanto sottrae rilevanza a un aspetto essenziale per la costruzione del benessere soggettivo, la partecipazione affettiva e la connessione sociale.
Nel complesso, il D.lgs. 62/2024 rappresenta un impianto normativo avanzato e culturalmente coerente con i paradigmi internazionali, ma la sua efficacia dipenderà dalla capacità del sistema di garantirne l’attuazione reale e uniforme nei diversi contesti territoriali. La prospettiva educativa che guida questa lettura suggerisce l’importanza di un rafforzamento delle componenti relazionali e affettive nei percorsi di vita, e di un investimento sistemico in competenze, risorse e strumenti di valutazione integrati. Solo in questo modo il progetto di vita potrà esprimere appieno la sua funzione generativa e contribuire a una visione della disabilità come condizione di diritti, possibilità e cittadinanza attiva.

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